Life is like riding a bicycle. To keep your balance, you must keep moving.

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi continuare a muoverti

Albert Einstein

Clima-alteranti e blackout idrici

Impianto di potabilizzazione del fiume Po-SMAT

Le nostre città non sono attrezzate per queste ondate di caldo. Il cemento (asfalto, edifici) assorbe il calore durante il giorno e lo restituisce durante la notte. Scarseggia anche il verde urbano: ogni tanto cade qualche ramo facendo danni, putroppo anche il verde va manutenuto, costa. Inoltre il nostro approvvigionamento energetico è tipicamente clima-alterante.

Il solare sembra fatto apposta per affrontare questa emergenza. Più caldo = energia solare, dovrebbe essere il binomio virtuoso, non una condizione ideologica. Le fonti rinnovabili aiutano a diminuire i gas serra. bambini ed adulti resistono meglio alle ondate di calore, ma oggi siamo pieni di anziani che oltretutto non sono localizzati, non è facile individuarli per assisterli.

Perché non mettiamo i pannelli solari sui tetti degli edifici? Non c’è lo spazio? La predisposizione per il fotovoltaico è obbligatoria dal 2007. I pannelli solari si montano in orizzontale (Landscape) sui tetti a falda inclinata, verticale (Portrait) per i tetti piani, a 90° su pareti e facciate. Soluzioni tutte con vantaggi e svantaggi, certo, basta scegliere.

Sono gli amministratori di condominio a lanciare il messaggio: ci sono le resistenze delle Assemblee di condominio. Soluzioni respinte per questioni di perdita di qualche centimetro di spazio, comune o individuale. Rivalità interne, litigiosità.

Le pale eoliche sono osteggiate dai paesaggisti forsennati: “Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” . E va bene, salvaguardiamo il luogo natìo del Poeta, ma povero Leopardi, come sarebbe sopravvissuto, lui, persona fragile, ai 35 gradi di questi giorni?

Esiste una pianificazione urbanistica ad hoc, un piano per il consumo di suolo, piani regolatori per l’efficienza energetica? Per migliorare la piantumazione? Dove lo butti il calore che elimini dal tuo appartamento? Ci sono le reti per fare fronte alle emrgenze?

Uno potrebbe dire: ondate di caldo, alluvioni, tutti fatti contingenti, non mi tocca. Ce la caveremo.

Ed ecco che arriva un blackout elettrico al potabilizzatore SMAT.

Il 27 scorso alle 10:35 sono andate fuori servizio tutte e quattro le linee elettriche dell’impianto di corso Unità d’Italia. Blackout elettrico e blackout idrico in sequenza.Smat, ha risposto compensando la rete tramite gli impianti di produzione esterna di Beinasco, Venaria, Regina, Collegno, Piazza Derna e Madonna delle Rose, recuperando così i 1215 litri al secondo mancanti. Parallelamente, sono stati avviati due gruppi elettrogeni precedentemente installati, che hanno garantito ulteriori 450 litri al secondo, seguiti dall’installazione di un terzo generatore nel tardo pomeriggio.

Questa la relazione dell’Assessore all’Ambiente Chiara Foglietta. Quindi le reti idriche, almeno quelle locali, hanno sopperito.

La questione è stata discussa ampiamente in Consiglio Comunale il 29 scorso con una serie di interventi dei rappresentanti di varie forze politiche. Ai quali l’Assessora Foglietta replicava invitando a non forzare allarmismo. Già, anche l’allarmismo diventa un fattore. Un Consigliere ha ricordato cosa succedeva quando si prospettava la mancanza d’acqua: tutti ad affrettarsi a riempire le vasche da bagno delle case. Magari oggi le vasche da bagno non saranno tantissime, ma ci immaginiamo le famiglie ad affannarsi per riempire la pentola grande della pasta, la vaschetta della biancheria da lavare, il secchio del mocio. E alla fine aprire lo scarico e buttare tutto. Se poi davvero si sommasse il blackout elettrico con l’abbassamento del livello della portata d’acqua del Po (che si sta effettivamente verificando), il disastro annunciato sarebbe alla porta.

Allora, Signori Amministratori pubblici, passiamo alle fonti rinnovabili o aspettiamo un novello Mosè che, tra i vari prodigi, nel deserto faceva sgorgare acqua pura da una roccia?

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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