“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Leggere fa bene a grandi e piccini

Bambini e lettura: un binomio ormai entrato nel linguaggio e nella pratica di moltissimi adulti che si occupano dei bambini. Ma quanti, genitori, nonni, zii, addirittura operatori sono veramente consapevoli dell’importanza della lettura precoce (e per precoce si intende addirittura in gravidanza) per lo sviluppo cognitivo e affettivo del bambino, non solo nei suoi primi anni di vita, ma anche in seguito?

Ricerche effettuate in Italia e all’estero hanno dimostrato che la lettura condivisa proposta con continuità soprattutto in famiglia, dove i suoi effetti sono potenziati dalla valenza affettiva di attaccamento al genitore o alla la figura di riferimento, produce benefici importanti sulla dimensione cognitiva, socio emotiva e su quella della comunicazione e del linguaggio.

Diversi studi condotti nel Regno Unito e negli USA ma anche in Italia (Toffol 2011) hanno dimostrato che la ricchezza del vocabolario, e la dimestichezza con le materie scolastiche, sono molto migliori nei ragazzi che sono stati abituati alla lettura costante fin da piccoli; non solo, ma alcune ricerche hanno evidenziato che la lettura precoce consente di colmare parte del divario scolastico dovuto a un contesto sociale povero e poco stimolante e addirittura produce benefici effetti a distanza di tempo, riducendo il numero dei ragazzi finiti in carcere e dediti alla droga, migliorando la capacità di riuscita nella vita affettiva e nel lavoro.

Questo e molto altro è stato spiegato ai volontari che hanno seguito il corso di formazione di “Nati per Leggere” tenutosi al Villaggio per Crescere” in via Brandizzo a Torino il 18 e 25 maggio scorsi.

Nati per Leggere è un progetto di educazione alla lettura condivisa in età precoce.

Nato in America nel 1989 come sostegno alle famiglie svantaggiate festeggia ormai i suoi 20 anni in Italia: promosso dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP), l’ Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e Centro per la Salute del Bambino è un programma di comunità che vuole garantire a tutti i bambini l’accesso ai libri di qualità e ai luoghi di lettura e si attiva nelle biblioteche, negli ambulatori pediatrici, nei consultori, nei punti nascita, negli ospedali e in tutti i luoghi dove è possibile realizzare un presidio di promozione alla lettura rivolto ai bambini e alle famiglie.

L’obiettivo di Nati per Leggere è basato sul concetto, evidenziato dalle più recenti scoperte delle neuroscienze, che molte delle competenze più importanti del bambino, e quindi dell’adulto, vedono la propria base neurobiologica costituirsi nel periodo prenatale e nei primissimi anni di vita.

Il cervello del bambino è molto plastico, cioè ha la capacità di essere plasmato, sulla base delle sue componenti genetiche, da parte delle esperienze quotidiane, attraverso miliardi di connessioni neuronali che vengono create soprattutto nei primi anni di vita: in seguito molte di esse vengono abbandonate se non vengono continuamente stimolate; ne consegue l’importanza della lettura in famiglia,accanto all’esperienza musicale, al massaggio, al gioco, all’attività motoria e infine, attività recente ma imprescindibile, all’uso delle tecnologie digitali.

Molti si domanderanno: è possibile incontrare i libri prima di saper leggere? Molti adulti sono convinti di no! Invece, anche se la personalità e lo sviluppo di ogni bambino sono molto diversi, i libri e la lettura somministrati presto in dosi giuste possono diventare fedeli compagni e amici di crescita inseparabili e fare la differenza nello sviluppo futuro della persona.

Se volete saperne di più sul Progetto “Nati per Leggere” consultate il sito www.natiperleggere.it

Se vi interessa sapere come quando dove cosa leggere ai bambini della fascia di età 0/6 leggete i prossimi articoli su questo tema.

Franca Guiot

francag@vicini.to.it

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