“In democrazia non decide la popolazione, ma chi va a votare”
(Milena Gabanelli, giornalista)

Art Site fest 2022

La luce della parola artistica per il buio dei nostri giorni.

“Viviamo giorni segnati da pandemia e guerre, eco di un passato che credevamo di aver dimenticato. Di fronte alle nuove emergenze, ci chiediamo: che cosa può fare l’arte? Ha ancora un compito?” A questa domanda cruciale – posta da Domenico Papa direttore di Art Side Fest – l’arte può rispondere con la narrazione della contemporaneità nelle  diverse forme e i linguaggi. “Perché raccontare è un modo per salvarsi, come  insegnò Sherazade”.

L’ottava edizione di Art Site Fest 2022,  dal titolo Tales for harsh days | Racconti per giorni difficili,  inaugurata  a Palazzo Madama, lunedì 12 settembre,  vede proprio le diverse discipline esprimersi nel  racconto della nostra inedita condizione, nella speranza di accedere a una maggiore consapevolezza.

Art Site Fest è una manifestazione dedicata all’attualità artistica in dialogo con i luoghi della storia e dell’impresa: l’arte, il teatro, la danza e la musica prendono forma in dimore storiche, residenze reali, musei, corti, chiese, negli spazi di lavoro e di produzione, diventando una chiave per riscoprire l’antico e per interpretare gli spazi della quotidianità. Ogni anno decine di artisti, di diversa nazionalità, allestiscono opere e mettono in scena eventi, reading, concerti. Li accomuna l’interesse per l’innovazione, la disponibilità a creare esperienze in luoghi di straordinaria suggestione e, soprattutto, la volontà di attraversare i diversi confini.

Il ricco programma di quest’anno, che privilegia la sperimentazione e l’incontro tra ambiti disciplinari differenti, è reperibile online, al seguente link.

S’inizia con Palazzo Madama, per il quinto anno consecutivo,  sede espositiva con la videoinstallazione Bruegel Suite di Lech Majewski. Bruegel Suite è una videoinstallazione basata sul dipinto La salita al Calvario di Bruegel del 1564, realizzata da Lech Majewski durante le riprese del suo film The mill and the cross e presentata alla 54° edizione della Biennale di Venezia.

Lech Majewski fa rivivere le oltre 150 figure rappresentate nel dipinto, per portare lo spettatore all’interno del quadro. Mettendosi nei panni del pittore, per tre anni Majewski ha tessuto un enorme arazzo digitale, combinando tecniche diverse: blue screen, CG e effetti 3D, un fondale 2D dipinto su tela dal regista stesso, scene filmate in paesaggi simili a quelli dei dipinti di Bruegel, un lavoro minuzioso su prospettiva, fenomeni atmosferici e persone. 

La collocazione nella sala Staffarda di Palazzo Madama sottolinea il dialogo tra il linguaggio contemporaneo della videoinstallazione, che reinterpreta a sua volta il dipinto, con l’arte antica. Il coro dell’Abbazia Staffarda, notevole esempio di pregiata intagliatura, è vicino per epoca al dipinto di Bruegel.

Anna SCOTTON

annas@vicini.to.it

 

 

 

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