“La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.”
(Nelson Mandela)

Venezia 79: i premi

Le cinque giurie internazionali hanno assegnato i seguenti premi:

Leone d’oro a Laura Poitras e al  documentario sulla fotografa e attivista Nan Goldin  All the Beauty and the Bloodshed (USA);  il  film di Luca Guadagnino, Bones and All (USA, Italia),  ha ricevuto il Leone d’argento e ha promosso la protagonista Taylor Russell,  premio Mastroianni come attrice rivelazione.

Cate Blanchett si è aggiudicata  per la seconda volta la Coppa Volpi con Tar (USA), diretto da Todd Field, mentre il podio al miglior interprete maschile è andato a Colin Farrell per The Banshees of Inershin (Irlanda, Regno Unito, USA) di Martin McDonagh.

Gran Premio della giuria  a Saint Omer (Francia) della documentarista franco-senegalese Alice Diop che ha vinto anche il premio Opera prima.

The Banshees of Inershin di Martin McDonagh è la migliore sceneggiatura e al regista dissidente iraniano di No Bears (Iran), Jafar Panahi,  è andato il Premio Speciale della Giuria, ritirato dai due attori protagonisti perché il cineasta è recluso nelle carceri del suo Paese.

Nella sezione Orizzonti è il miglior film World War III (Iran) di Houman Seyedi, altro iraniano in concorso;  a Tizza Covi e Rainer Finmel il riconoscimento  come migliori registi per Vera (Austria) dedicato alla figlia di Giuliano Gemma, la quale si è aggiudicata anche il premio come miglior attrice; è primo l’interprete maschile iraniano Moshen Tanabanden di World War III. La miglior sceneggiatura è stata ritenuta quella del cileno Fernando Guzzoni  per Blanquita (Cile, Messico, Lussemburgo, Francia, Polonia), mentre il regista brasiliano Pedro Harres, premiato nella sezione Venice Immersive per From the Main Square (Germania), ha denunciato i tagli ai fondi per la cultura attuati dal governo Bolsonaro.   Orizzonti Extra – Premio Armani Degli Spettatori ha visto l’affermazione di Nezouh (UK, Siria, Francia) della regista siriana  Soudade Kaadan.

Miglior documentario il film su Jonas Mekas,  Frammenti of Paradise (USA) di K.D. Davison; il film più accuratamente restaurato è La farfalla sul mirino (Giappone, 1967) di Sejun Suzuki mentre è stato riconosciuto quale Best Short Film  il corto Snow in September (Francia, Mongolia), della regista mongola Lkhagvaludam Purev-Ochir.

 Erano in precedenza stati assegnati i Leoni d’oro alla carriera al regista Paul Schrader e all’attrice iconica del cinema francese Catherine Deneuve.

Molti i premi minori, indicati da associazioni di critici cinematografici, associazioni culturali, cineclub e circoli di cultura cinematografica. Tra essi segnaliamo la designazione da parte di Arca CinemaGiovani di Athena di Romain Gavras quale miglior film e Monica di Andrea Pallaoro miglior film italiano a Venezia.

 Il Premio Fondazione Fai Persona Lavoro Ambiente è stato assegnato  a La syndicaliste di Jean-Paul Salomé; il Prize of the International Critics (Premio FIPRESCI) è andato a ARGENTINA, 1985 di Santiago Mitre.

Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ha attribuito il Premio Francesco Pasinetti a Siccità di Paolo Virzì e, infine, il Premio del Pubblico The Film Club – Settimana Internazionale della Critica ha incoronato Margini di Niccolò Falsetti.

E’ stata premiata anche la città della Mole a Venezia 79. Il TorinoFilmLab, laboratorio del Museo Nazionale del Cinema, ha trovato ulteriore conferma del fondamentale lavoro che svolge dal 2008,  sostenendo il talento di giovani autori del campo audiovisivo di tutto il mondo, vedendoli affermarsi nella rassegna del Lido. Il sopracitato Fernando Guzzoni, che ha conquistato il riconoscimento come Miglior Sceneggiatura della sezione ORIZZONTI con  il suo terzo lungometraggio BLANQUITA, fa parte della community di oltre 1.500 autori, produttori e professionisti scoperti dal TorinoFilmLab nel corso degli anni.

Dalla selezione ORIZZONTI, un altro titolo TFL si è distinto: AUTOBIOGRAPHY, esordio dell’indonesiano Makbul Mubarak, sviluppato all’interno del programma FeatureLab nel 2017, si è infatti aggiudicato uno dei due premi  FIPRESCI, assegnati dalla Federazione Internazionale dei Critici Cinematografici. La regista siriana Soudade Kaadan,  con NEZOUH,  prese parte al programma del TorinoFilmLab “Interchange” nel 2013. Infine, nella cornice della Settimana Internazionale della Critica (SIC), ANHELL69 del colombiano Theo Montoy che ha lavorato al suo progetto all’interno del workshop intensivo TFL Extended nel 2019, ha ricevuto una Menzione speciale della Giuria.

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

 

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