“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Il fascino sobrio dei giardini “Aiuola Balbo”

Passeggiare nel giardino “aiuola Balbo” è come tornare nella Torino ottocentesca. Area di particolare pregio storico e naturalistico, ha conservato fascino e stile tutto sabaudo.

Circondato da una massiccia cancellata, aperta su via Dei Mille e via Cavour, di fronte all’ospedale San Giovanni Antica Sede, l’Aiuola Balbo rappresenta quanto resta del “Giardino dei Ripari”, insieme ai vicini giardini Cavour e piazza Maria Teresa.

Era un’area verde che correva lungo la linea dei terrapieni, non edificabili, chiamati “Remparts”, sorti a inizio ‘800 sui resti dei bastioni delle fortificazioni di sud-est. Il terreno divenne disponibile con l’abbattimento, in età napoleonica, delle mura che circondavano la città.

Nel 1874 furono realizzati gli attuali giardini, progettati da Edoardo Pecco, un’area verde in una città in forte espansione demografica. Il disegno dell’”Aiuola Balbo” è regolare, ispirato al modello di square francese con schema geometrico. Intorno, si affacciano sobri palazzi ottocenteschi.

Percorrendo l’ombreggiato viale intorno alla grande vasca centrale, arricchita da getti d’acqua, si incontrano i monumenti eretti a personaggi della storia: Daniele Manin(patriota veneziano, al centro della vasca) e il politico e scrittore Cesare Balbo (entrambe opere dello scultore Vincenzo Vela). Poi Eusebio Bava, Luigi Kossuth, eroe magiaro, il patriota Gustavo Modena (opera dello scultore Leonardo Bistolfi), il senatore Pes di Villamarina.

Molto curata è l’area attrezzata per i bimbi, lungo la via Cavour, con piastra e giochi tenuti benissimo, mentre la presenza di una vecchia giostra dei cavallini rende l’atmosfera piacevolmente nostalgica.

 

Rossella Lajolo

rossellal@vicini.to.it

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