C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Cent’anni di solitudine


Cent’anni di solitudine (Cien años de soledad) è un romanzo del 1967 del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez e una delle opere più significative della letteratura del Novecento.

centanni-di-solitudineNarra le vicende delle varie generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite, José Arcadio Buendía, fonda la città di Macondo. La storia, non lineare, è narrata attraverso diverse cornici temporali, tecnica ispirata dallo scrittore argentino Jorge Luis Borges (come ne Il giardino dei sentieri che si biforcano). Il libro, ampiamente apprezzato, considerato da molti l’opera maggiore dell’autore, è stato pubblicato inizialmente in spagnolo nel 1967, successivamente è stato tradotto in trentasette lingue e ha venduto più di 20 milioni di copie.
Il realismo magico e la materia tematica di Cent’anni di solitudine lo rese un importante e rappresentativo romanzo del boom latinoamericano degli anni Sessanta e Settanta, influenzato stilisticamente dal Modernismo (europeo e nordamericano) e dal movimento letterario legato alla rivista cubana Vanguardia.
Durante il IV Congresso internazionale della Lingua Spagnola, tenutosi a Cartagena nel marzo del 2007, è stato votato come seconda opera in lingua spagnola più importante mai scritta (preceduto solo da Don Chisciotte della Mancia).

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