“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

“Economia e fede” (2) al Centro Interculturale di C.so Taranto 160

TgerusalemmeSabato 15 Novembre, dalle 10 alle 11.30, presso il Centro Interculturale di C.so Taranto 160 si è tenuta una nuova lezione di “Nutrire l’anima”. A tenere banco ancora il tema “Economia e fede”.

La storica delle religioni Maria Chiara Giorda ha esordito citando uno studio condotto da un’equipe di economisti milanesi sull’Ebraismo. In particolare, oggetto della ricerca sono stati alcuni cliché tradizionalmente attribuiti agli Ebrei: usurai, banchieri, strozzini.

Queste “etichette” poggiano su un dato reale. Cioè gran parte di Premi Oscar e Premi Nobel in Medicina sono stati conseguiti da Ebrei (successo culturale – economico). Per capire il motivo della fortuna ebraica nelle arti e nelle scienze, occorre ripercorrere le tappe principali della loro storia.

Nel 70 d.C. viene raso al suolo il Tempio di Gerusalemme ed inizia la diaspora del popolo ebraico. Il Tempio di Gerusalemme viene, durante la diaspora, sostituito dalle sinagoghe. Quest’ultime sono prettamente adibite alla preghiera e alla lettura dei testi sacri. Quali sono i testi sacri per gli Ebrei?

  • Torah/Pentateuco: cioè i primi 5 libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). Gli Ebrei designano questi libri con le prime parole di essi. Per esempio, da essi la Genesi è chiamata “In principio”.
  • Profeti
  • Scritti: comprendenti tutto ciò che non rientra nel Pentateuco e nei Profeti

La Torah, i Profeti e gli Scritti costituiscono la Bibbia. Oltre ad essa, gli Ebrei hanno un altro importante testo: il Talmud (cioè testi che commentano la Bibbia). Il Talmud è distinto in Mishnah (“masticamento della Bibbia”) e Ghemarà (commenti all’interpretazione). Dal Talmud, le scuole rabbiniche hanno codificato i 613 precetti che regolano tutt’ora la vita cultuale ebraica.

Il più importante di questi precetti è quello che prescrive di leggere e studiare la Torah. Proprio l’alto livello d’istruzione offerto ai giovani Ebrei dallo studio della Torah li ha portati ad egemonizzare, tra V e IV secolo d.C., la professione medica. Un altro precetto fondamentale per gli Ebrei è il non possedere terra nel corso della diaspora poiché l’unica vera terra è solo quella d’Israele.

Da ciò la naturale conseguenza che, non potendo praticare professioni legate alla terra come l’agricoltura o l’allevamento, essi divennero prevalentemente commercianti. Maneggiare il denaro, nell’Ebraismo, non è vietato come nel Cristianesimo quindi gli Ebrei iniziarono anche a specializzarsi proprio nel prestito di denaro dietro interesse.

La diaspora ebraica, a livello geografico, prima ha interessato il Medio Oriente, poi l’Africa del Nord (il Maghreb) ed infine la penisola iberica. In Spagna fiorirono i sefarditi mentre nell’Europa Centrale ed Orientale gli askenaziti che comunicano tramite lo “yiddish”, a metà strada tra tedesco antico ed ebraico.

Interessante, nella storia dell’Ebraismo, fu anche il fenomeno delle “conversioni volontarie”. Proprio perché investire nello studio della prole era assai costoso, parecchi Ebrei preferirono convertirsi ad altre religioni. Da questo fenomeno deriva il calo demografico della popolazione ebraica dovuto anche al fatto che l’Ebraismo, a differenza di altre religioni, non ha mai fatto proselitismo.

Recentemente sta prendendo piede l’economia islamica, basata sulle sure del Corano. Poiché uno dei cinque pilastri dell’Islam è l’elemosina, le banche islamiche osservano il divieto dell’interesse nei prestiti. A Torino, nel quartiere San Salvario, è presente una banca islamica.

Il prossimo sabato, il 22 Novembre, si parlerà dei riti funebri presso le principali tradizioni religiose.

Lorenzo Beatrice

lorenzob@vicini.to.it

 

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