“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Elezioni 2013: due voci dai seggi

Scrutatori al seggio

Quando si parla di politica è normale intervistare candidati ed esponenti dei partiti, ma Vicini vuole dare voce a quelle persone che sono le vere protagoniste di ogni tornata elettorale: gli scrutatori. Giovani e meno giovani, lavoratori e non, a volte il ruolo dello scrutatore è accompagnato dalle polemiche. Ma noi abbiamo deciso di chiedere a due di loro, che hanno lavorato durante le elezioni di questo 2013, cosa significa “fare lo scrutatore”. Ecco le esperienze di Erica e Daniele, 23 e 27 anni rispettivamente.

1) Ciao a entrambi, prima di tutto, è la prima volta che fate gli scrutatori?

Daniele: Non proprio, per me è la seconda volta!

Erica: Sì, io è la prima volta (e per il momento unica) che ho fatto la scrutatrice…

2) Cosa vi ha spinto a fare domanda? Cosa ti aspettavi?

Daniele: Principalmente il fatto è che sapevo di poter dare disponibilità di un weekend, la remunerazione e soprattutto il fatto che avevo già vissuto questo tipo di esperienza e l’avevo trovata molto positiva e arricchente.

Erica: ho fatto domanda perchè sapevo che le elezioni sarebbero state quando ormai la sessione d’esami era finita, quindi potevo impiegare un po’ del mio tempo in questa attività,che per altro viene retribuita. Tra università e pattinaggio, che mi impiega tutti i giorni e spesso anche  i week end, è impossibile trovare un lavoretto e quindi queste possibilità di guadagnare qualcosa sono delle occasioni da cogliere al volo!
Ho scelto di fare domanda anche perchè speravo fosse un modo per incontrare diverse persone, e aiutarle e svolgere ciò che ritengo essere un “dovere/diritto” civico.
Non avendolo mai fatto prima, mi aspettavo grandi code e disordini, invece siamo stati abbastanza fortunati da questo punto di vista. La sera dello spoglio abbiamo finito abbastanza presto e senza problemi. D’altro canto questo è sintomo di un’affluenza non eccezionale…

3) Daniele, come è andata questa volta? La volta precedente hai lavorato meglio o peggio?

Daniele: Ho trovato un gruppo più giovane e coeso con cui sicuramente ho lavorato meglio pur non giudicando negativa la scorsa volta. I lavori al seggio sono stati svolti bene cercando di aiutare gli elettori più in difficoltà (es. anziani, militari) e i piccoli intoppi sorti sono stati gestiti abbastanza bene, nonostante la confusione del momento. In conclusione comunque la ritengo un’esperienza molto positiva da un punto di vista umano sociale.

4) Secondo voi quali sono i requisiti perchè quella dello scrutatore sia una bella esperienza, anche formativa, e non solo un piccolo lavoretto?

Daniele: Questa è una domanda difficile… Ogni esperienza, lavorativa e non, richiede che si possa lavorare fianco a fianco con persone -prendo in prestito le parole da Pertini- “altruiste oneste e coerenti” e aggiungo simpatiche. Un altro requisito fondamentale perché un lavoro, un qualsiasi lavoro, possa essere un’esperienza formativa, è la piena presa di coscienza di ciò che si sta facendo. Ecco, sono cose che non si possono prevedere, ma che rendono senz’altro migliore l’esperienza da scrutatore. Mi limito a portare la mia esperienza e posso affermare senza dubbi che questa volta ero più “coinvolto” non perché faccio parte di un partito, ma perché ero più cosciente del fatto che lo scrutatore non è solo “lavoro 2 giorni e mezzo e prendo soldi” ma un servizio che si presta alla cittadinanza.

Erica: Il requisito per cui quella dello scrutatore sia una bella esperienza è ovviamente la compagnia del proprio seggio, essendo le giornate molto lunghe e, in alcuni momenti, noiose. Nelle parti di giornata in cui nessuno si reca a votare, sono i “compagni lavoratori” a fare la differenza…La migliore fortuna è quindi capitare con persone con cui si possa chiacchierare e scherzare liberamente, e che rendano questi momenti un pò meno pesanti. Ritengo che anche avere un presidente con queste caratteristiche sia molto importante, oltre al fatto che debba saper fare bene il suo lavoro, conoscere le procedure (per non impiegare il doppio del tempo) e assicurarsi che “i conti” tornino sempre.

5) Alle prossime elezioni, pensate di accettare nuovamente l’incarico? Perchè?

Daniele: Impegni privati permettendo, credo che accetterò volentieri l’incarico. È, come già detto, una bella esperienza formativa ed arricchente da non farsi sfuggire, che consiglio soprattutto ai ragazzi più giovani: in fondo può anche essere un modo per iniziare ad interrogarsi o reinterrogarsi su cosa vuol dire “essere cittadini”.

Erica: Alle prossime elezioni, se mi chiameranno, accetterò sicuramente e nuovamente l’incarico perchè mi è piaciuta come esperienza e vorrei ripeterla. Inoltre lavoretti di questo tipo per gli studenti fanno sempre comodo. Se mi capiterà di essere nuovamente chiamata spero di avere dei compagni di seggio come quelli passati, per renderla anche questa volta un’esperienza piacevole.

Foto | kiki follettosa

Claudio Bortolussi
claudiob@vicini.to.it

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