“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Progetto Di Casa in Casa: 4 domande a Renato Bergamin

 

Il progetto presentato dalla Cascina Roccafranca, che mette in Rete le Case di quartiere torinesi, ha vinto il primo premio del bando Che Fare, che grazie a finanziamenti privati, si è posto l’obiettivo di fa emergere e sostenere le nuove forme di produzione culturale in atto in Italia. E la risposta al bando e’ stata altissima, come ha documentato Marco Belpoliti su La Stampa del 15 aprile scorso. Con  esempi e buone pratiche virtuose da tutta la penisola: a dimostrazione che nonostante, la lunga crisi economica e sociale che in questi anni ha colpito duramente il nostro Paese, energie e realtà collettive hanno continuato a seminare e produrre nuovi modelli di cultura e anche di welfare sociale.

Da più di un anno il nostro giornale Vicini segue costantemente tutte le Case del Quartiere con sezioni dedicate alle loro molteplici iniziative, è naturale, quindi, che approfondiamo l’argomento, progetto e premio, con Renato Bergamin, Direttore della Fondazione Cascina Roccafranca e Responsabile del progetto vincitore.

Nell’articolo di Belpoliti viene messo in rilievo come la comunicazione in rete, in questo caso attraverso la piattaforma virtuale, abbia fatto da finestra ma anche da collante alle diverse proposte, é stato così anche per voi?

Sicuramente la piattaforma é servita per conoscere meglio gli altri progetti, io ad esempio ho letto con interesse quelli che sono passati nella fase finale. Ritengo però  che lo strumento sia stato molto utile per gli esperti di progettazione e per gli addetti ai lavori, ma non credo sia stata utilizzato moltissimo da chi ha votato i progetti.

In questi anni Cascina Roccafranca ha anche sperimentato un nuovo modello di welfare community leggero capace di alimentare pratiche sociali ed educatiCascina Roccafrancave che favoriscono la responsabilità di tutti i cittadini, ovvero molti volontari e gruppi informali, accanto ad associazioni più strutturate. Si vuole riproporre questo modello anche alle altre Case di Quartiere per favorire una sostenibilità finanziaria futura, anche in assenza di finanziamenti pubblici?

In Cascina Roccafranca questi sono stati i primi tentativi di dar corso ad un welfare più leggero, inteso come intervento verso chi è più in difficoltà: voglio ricordare la grande collaborazione con i servizi sociali verso gli anziani soli o con problemi di depressione, il lavoro importante dei gruppi e delle cooperative che trattano il disagio mentale. Per quanto riguarda l’auto sostenibilità economica per Cascina Roccafranca, così come per le altre Case di Quartiere, essa è legata alle attività commerciali e para commerciali che esistono al proprio interno (caffetteria e ristorante) e che producono entrate. Tuttavia parliamo  sempre di auto sostenibilità parziale, che significa fare spendere il meno possibile all’ente pubblico, che però deve riconoscere e sostenere anche economicamente strutture private che svolgono una funzione pubblica.
Il volontariato rappresenta anche un risparmio gestionale, ma il vero valore dell’esperienza di volontariato é legato all’idea progettuale in sè:  di stimolo e risposta ai bisogni delle persone ìn difficoltà  ma anche di desiderio delle persone di sentirsi attive, utili e partecipi ad una vita sociale più solidale.

La creazione della Rete delle Case di Quartiere prevederà, nei prossimi mesi, un’intensa attività di coordinamento, come e quando pensate di partire?

L’inaugurazione ufficiale del progetto è fissata per il 22 maggio dalle ore 18.30 in poi in Cascina Roccafranca per festeggiare tutti insieme la vittoria: ci saranno coloro che collaborano nelle Case di Quartiere, sarà l’occasione per incontrarsi e per iniziare a conoscere il progetto “Di Casa in Casa”. Poi vi saranno subito altri due passaggi: la firma del Protocollo di intesa tra le Case e la creazione del gruppo di lavoro, affiancato da un esperto, per la definizione e la stesura di un documento che descriva il modello di coordinamento adottato, le finalità, le responsabilità e i compiti da realizzare.Vi sarà la creazione di gruppi di lavoro a cui parteciperanno tutte le Case su 6 ambiti tematici per lavorare su idee progettuali che alla fine confluiranno in un unico progetto di portata “più cittadina”.

La presentazione del progetto prevede una specifica azione di comunicazione e, come giornale on line cittadino nato in Cascina Roccafranca, ci sentiamo già positivamente coinvolti…possiamo avere qualche anticipazione?

Anche per quanto riguarda la comunicazione abbiamo previsto la creazione di gruppo di lavoro, che partendo da un’analisi delle modalità di comunicazione oggi utilizzate dalle diverse Case, ne esplori le potenzialità e le ipotesi di miglioramento, con l’obiettivo di amplificare e rafforzare le iniziative di comunicazione verso i cittadini. Vi sarà poi il piano di comunicazione vero e proprio del progetto e dei vari step che realizzeremo.

Grazie Renato e per chi vuole saperne di più appuntamento il 22 maggio in Cascina Roccafranca!

Qui la mappa delle Case del Quartiere


Visualizza Le Case del quartiere di Torino in una mappa di dimensioni maggiori

Mascia Manzon

masciam@vicini.to.it

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