“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

I 1000 ORTI DI TERRA MADRE

Madre terra, terra madre, questo il ritornello nel testo dell’intervento musicale del gruppo Ensemble di Roy Paci nell’apertura del Salone del Gusto, due modi diversi per identificare un concetto che sta alla base della nostra vita.

Madre terra, una variante del mito della Grande Madre o di Madre Natura, focalizzata intorno agli aspetti di donatrice di vita e di nutrimento.

Il Salone del Gusto nella edizione che si è appena conclusa, ha portato in eredità il successo consolidato nelle passate otto edizioni e un patrimonio di produttori eccellenti, cuochi, Laboratori del Gusto, Presìdi, istituzioni. Dal canto suo, Terra Madre per il quinto anno, è rappresentata da una rete di comunità del cibo, accademici, cuochi, giovani provenienti da 150 Paesi nel mondo.

L’obiettivo è di creare il più importante appuntamento mondiale dedicato al cibo, che sia in grado di unire il piacere del cibo e nello stesso tempo la responsabilità nei confronti di quel che mangiamo e di chi lo produce, affiancando all’esperienza enogastronomica – che rimane un caposaldo del Salone – la conoscenza delle donne e degli uomini che coltivano, allevano e trasformano i prodotti alimentari di tutto il mondo, dei territori in cui questi cibi nascono e hanno radici profonde.

Terra madre è una grande comunità di piccoli coltivatori e di piccoli villaggi che con le loro testimonianze di conservazione della tradizione dei cibi e dei prodotti vogliono alimentare una sorta di arca virtuale per testimoniare la biodiversità e tramandarla intatta alle generazioni future.

In contrapposizione alle regole dettate dalle multinazionali del cibo, la rete è costituita da tutti coloro che vogliono agire per preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione. Al centro del loro impegno c’è un’attenzione particolare per i territori, per le varietà vegetali e le specie animali che hanno permesso nei secoli di preservare la fertilità delle terre, libere da OGM.

Il futuro dell’umanità è vincolato a queste scelte, da fare ora, subito. Ogni giorno il trenta per cento del cibo prodotto, viene buttato per problemi di conservazione, di sovrapproduzione, mentre intere nazioni hanno al contrario enormi problemi di carestia e alimentazione. I terreni in alcune parti del pianeta sono sfruttati in modo intensivo, mentre altrove la mancanza di acqua, di strumenti agricoli adeguati, di cultura della biodiversità impediscono la sostenibilità alimentare alle popolazioni locali.

Proprio per questo, tra i progetti che hanno avuto successo c’è quello delle varie comunità di Terra Madre che hanno creato mille orti nelle scuole, nei villaggi e nelle periferie delle città di 25 Paesi africani.

I mille orti sono modelli concreti di agricoltura sostenibile, attenti alle diverse realtà (ambientali, socio-economiche e culturali) e facilmente replicabili, in cui ognuno ha cara la terra con il cibo che produce.

Un esempio significativo viene da una scuola elementare di Bunanimi, in Uganda, che raccoglie la popolazione più povera della zona rurale. Lì è nato uno dei 64 orti scolastici del Paese. Svolge una determinante funzione sociale, le finalità educative dell’iniziativa ricadono sull’intera comunità, non solo sui piccoli alunni o i loro insegnanti.

Le famiglie sono parte attiva nella produzione e nello scambio di sementi, diversificando le coltivazioni, preparandosi ad affrontare le insidie climatiche: tutto questo fa sì che si riduca la vulnerabilità della comunità di fronte ai pericoli dell’insicurezza alimentare.

In Uganda si è creata una rete permanente che scambia informazioni, prodotti, grazie anche ad un network locale, Step tv, che ha diffuso il progetto Mille Orti in tutto il Paese.

Questa è la vera Terra Madre, in un Continente dove l’assistenzialismo ha prodotto molti più danni che benefici. L’Africa ha risorse e capacità autonome, può contare sulla forza della sua gente.

Gli oltre 300 orti realizzati nelle scuole, i 653 orti già adottati, le migliaia di persone che coltivano, curano e raccolgono in queste terre ne sono la prova più concreta.

Angelo Tacconi / Rossella Lajolo

loris@vicini.to.it / rossellal@vicini.to.it


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