"Non potremmo in alcun modo capire il futuro se non tenessimo conto del passato." Giorgio Angelo Livraga

verso la Cappella Anselmetti

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(Riceviamo e pubblichiamo)

Se passate da via Gaidano o se uscite dalla Cascina Roccafranca da quella parte, vi troverete davanti una piccola cappella settecentesca, quasi sempre chiusa.

Se non siete abituali del quartiere, può anche darsi che vi chiediate che cosa ci fa lì, cosa rappresenta e quale importanza ha o ha avuto  per il quartiere. Se avete un animo romantico o l’interesse del turista/storico può darsi che vi chiediate qualcosa sulle sue vicende e vogliate saperne di più.0eaefb7aac58494e8ad74335f130e63a-1

La cappella barocca, riconducibile allo stile delle chiese dell’architetto Bernardo Vittone e probabilmente opera di suoi allievi,  è l’unico elemento ancora presente di un grande cascinale di proprietà dai banchieri Anselmetti che occupava la zona che va da via Gaidano fino all’attuale  corso Tazzoli e oltre, confinando con i terreni delle cascine che ancora oggi  affacciano su strada del Portone e con quelle del Gerbido, oltre che naturalmente con la cascina Roccafranca.

Questo cascinale con villa annessa fu costruito tra il 1785 ed il 1790, ma  alcuni documenti menzionano una cappella preesistente.

Infatti nell’anno 1777 il vescovo monsignor Rorengo di Rorà  visita una  cappella localizzata lungo la strada del Gerbo “sotto il titolo del Santissimo Nome di Maria Vergine”, descritta come “voltata, totalmente affrescata, con il pavimento costituito da quadrettoni in laterizio, con altare ligneo ed icona sovrastante rappresentante la Beata Maria Vergine” (fonte Torino Musei).

Quindi se ne potrebbe concludere che la cascina venne costruita inglobando una preesistente cappella, che fu poi rimaneggiata senza cambiare la sua precedente localizzazione e orientamento. Questo spiegherebbe anche l’apertura verso la strada (per offrire un servizio religioso anche ai viandanti e agli abitanti del contado) e non all’interno della cascina come era uso in quel periodo.

Nel 1970, complice l’urgenza di edifici scolastici, la cascina fu espropriata ad eccezione di una piccola parte di edificazione recente adibita a civile abitazione.

Si salvò fortunosamente la cappella, ad opera di un gruppo di cittadini che si opposero e chiesero l’intervento della Soprintendenza alle Belle Arti di Torino.

Da notare anche che la cappella per tutti quegli anni aveva continuato a funzionare come unico riferimento religioso della zona, non essendoci altri luoghi di culto. In essa venivano celebrati matrimoni, battesimi e funerali.

Purtroppo lo stato di conservazione era abbastanza deplorevole e peggiorava nel tempo.

Nel 2006 in occasione del progetto URBAN la cappella divenne oggetto di un imponente e discusso  restauro.restaurocappella-anselmetti

Vi abbiamo incuriosito?

Noi speriamo di sì e vogliamo invitarvi sabato 28 ottobre,  dalle ore 15. 30 alle ore 17.30, a visitare la cappellina con i volontari di A.ME.VA., Associazione Memoria Valorizzata, che collabora con l’Ecomuseo Urbano della Circoscrizione 2.

In quell’occasione verrà  offerta una  piacevole sorpresa musicale…. non mancate!! Qui potete scaricare la locandina

I volontari di A.Me.Vanuoc

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