“La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.”
(Nelson Mandela)

La Fisica è un gioco da ragazzi

Una visita al Museo di Fisica. Scienza e gioco

Via Pietro Giuria è quella di sempre: alcune signore con borsetta e sigaretta sostano all’angolo. “Ehi bell’uomo, dove corri con quel bambino?” “A conoscere la scienza.” ” Nonno chi era quella signora?” ” Niente, una che aspettava l’autobus

La via a cui si affacciano le maggiori Facoltà scientifiche di Torino è transennata, nuclei famigliari si raggruppano davanti ai numeri civici degli ingressi. Ci avviamo al numero 1, Facoltà di Fisica.

Nel Dipartimento viene sviluppata un’ampia gamma di ricerche, ma a scopo didattico nella visita vengono illustrate la fisica delle particelle, che calamita subito l’attenzione dei bambini. Da dove provengono i raggi cosmici? Dal sole, da altre galassie. Da cosa sono costituite? Per analizzarne la provenienza, l’energia, le caratteristiche si sono realizzati grandi serbatoi che fanno da rilevatori. Le slide mostrano la schiera di costruzioni perse nei grandi spazi della pampa argenti e la cascata di particelle colorate.

Altra disciplina affascinante è lo studio della materia grigia. La maggior parte della materia che ci circonda è di un tipo conosciuto, ma c’è una parte, molto rilevante, di cui non conosciamo natura e proprietà. Come se in un vaso di vetro ci fossero dei fagioli di ogni possibile colore in una marea di fagioli neri. Assenza di luce. In quel caso, spiega il tecnico, occorre lavorare in una situazione di “silenzio cosmico” per poterne rilevarne la presenza. Sotto una montagna.

La vista al museo percorre una carrellata di strumenti scientifici esposti nelle vetrine lungo i corridoi. e che hanno costruito la conoscenza scientifica, fin da quando, nel 1748, Gian Battista Beccaria pose le basi della svolta che adottava il metodo scientifico Galileiano.

L’esposizione degli strumenti è organizzata per argomenti: elettricità e magnetismo, ottica, acustica, termologia, meccanica, meteorologia e fisica moderna. Ottica geometrica (specchi, lenti convergenti e divergenti), ottica fisica. Il legame tra energia, frequenza e lunghezza d’onda; il suono ed i fenomeni legati alla sovrapposizione di onde sonore. L’Eliofanografo di Campbell e Stokes che serve per misurare il periodo di tempo in cui l’insolazione ha raggiunto una data intensità; il Motore di Botto denominato “Macchina motrice elettromagnetica del Cav. Botto”.

Al professore di Fisica si affiancava la figura del Macchinista, un tecnico che si occupava dell’acquisto, della manutenzione e della cura degli strumenti. Tra questi troviamo la famiglia Jest; abili costruttori di strumenti che talvolta sostituivano il professore per tenere lezioni. Tanto apprezzati da creare una griffe, riconoscibile da alcuni dettagli costruttivi (che i bambini si fiondano a cercare).

Alla fine della visita i bambini vengono invitati, piccoli esperimenti predisposti utilizzando semplici materiali di uso comune: il fenomeno della elettrizzazione per strofinio, induzione e contatto. La misura della quantità di elettrizzazione, la scoperta del magnetismo. La costruzione di una pila con monetine di rame e fogli di carta inumidita. Far scoccare una scintilla provocata tra due elettrodi da un disco azionato a mano ed alimentato da due condensatori che impiegano due bottiglie di succo di frutta. E’ possibile, infine infilarsi nella doccia di raggi cosmici e sentirne il suono. Se stanno tutti zitti. E la presenza testimoniata da una cascata di LED.

Ci avviamo ed il nipote, di 10 anni, dice: “Nonno devi regalarmi 3000 euro in monetine, devo fare una pila gigante che illumini una stanza“.

Si è chiuso l’evento che dal 10 al 20 novembre ha “aperto le porte” alla Città della scienza, a ridosso del Valentino, ed ha accolto una serie di visite guidate a musei e laboratori, archivi e biblioteche, passeggiate, proposte ed organizzate nell’ambito del progetto Vicini.

https://www.vicini.to.it/2022/11/porte-aperte-ai-luoghi-della-ricerca/

Continua fino al 3 dicembre MOSTRA “LA COSA PUBBLICA. Salute, lavoro e società nelle collezioni storiche dell’Università e del Politecnico di Torino”

Il Museo di Fisica e’ visitabile negli orari di apertura dell’Istituto di Fisica. Lun-Ven 8:30-19:00. La visita e’ gratuita. Non e’ prevista la visita guidata

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

L’immagine dei raggi cosmici è tratta da https://www.lngs.infn.it/it/raggi-cosmici

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