“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Cosa Come Dove Quando Perché

 

Vivere: cos’è vivere.

Un occhio aperto nel buio, un occhio chiuso nella luce.

Cosa può raccontare un uomo del proprio essere e che gioie e dolori può condividere, se non conosce nemmeno se stesso e il mondo in cui vive, se non capisce quali sono le cause del suo malessere o, se pur conoscendole, le ignora?

Come può lasciare una traccia positiva di sé quando l’unica cosa che riesce a tramandare è il mito della morte, di grandi e antiche paure, di scoperte che non dovrebbero essere state fatte? Come può, sostenendo che la bellezza di una poesia è il tormento di un poeta, la sua disperazione. Che  passano alla storia gli uomini più crudeli e sanguinari, o arrivisti e prePOTENTI, e che l’arte ne è diventata la sua umile serva protettrice?

Dov’ è finita la narrazione dei bei giorni spensierati, del piacere del vivere, della gioia d’amare e di odiare?

Quando deciderà l’uomo che la vita non è vita se la si costringe dentro vincoli e limiti, che la liberà non è qualcosa che ci deve dare qualcun altro ma che ci appartiene dalla nascita, e non esprimerla vuol dire negare se stessi?!

Perché il nostro concetto di libertà ci ha resi stolti e ignoranti, incapaci di vedere il mondo intorno a noi e di pensare  che possa essere grande e sconfinato, quanto la conoscenza che ne potremmo acquisire…

Simone Micalizzi – simonem@vicini.to.it

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