C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Le città e l’amministrazione condivisa. Una due giorni all’Open Incet

LaBeniC

Il 12 maggio 2015 è stata approvata dalla Giunta Comunale la proposta che Torino si doti di un “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Su questo giornale siamo intervenuti più volte su questo tema.

Ma cosa si intende per collaborazione sui beni comuni urbani?

La collaborazione reciproca può prevedere differenti livelli di intensità e complessità e può riguardare, a seconda dei casi, un insieme di beni e attività molto esteso: la disponibilità di beni mobili e immobili, materiali, immateriali e digitali; le attività di progettazione, organizzazione, coordinamento, gestione, accompagnamento, animazione, aggregazione, assistenza, formazione, produzione culturale, realizzazione di eventi e iniziative, comunicazione, monitoraggio, valutazione; la realizzazione, manutenzione, restauro, riqualificazione di beni mobili e immobili.

Il nucleo innovativo delle norme approvate risiede nella possibilità di stipulare, tra la città ed i “Cittadini attivi” patti di collaborazione che definiscono gli obiettivi, la durata, le modalità di azione, il ruolo ed i reciproci impegni, anche economici, dei soggetti coinvolti, i requisiti ed i limiti di intervento, le modalità di fruizione collettiva dei beni comuni urbani oggetto del patto, la eventuale definizione di strumenti di coordinamento e governo, le reciproche responsabilità, le forme di sostegno messe a disposizione dal Comune, le misure di pubblicità, l’affiancamento del personale comunale, il monitoraggio e la valutazione.

L’ aspetto fondamentale di questo grande cambiamento culturale sta appunto nell’attivarsi autonomo di persone che non si sentono né si comportano come supplenti che rimediano ad inefficienze dell’amministrazione pubblica, bensì come cittadini che si riappropriano di ciò che è loro…

Questo è quanto scrive Labsus che è “il promotore” dei Regolamenti sui Beni Comuni Urbani approvati, ormai, in numerosi Comuni italiani. Labsus, si definisce Laboratorio per la sussidiarietà, un laboratorio dove elaborare idee, raccogliere esperienze e materiali, segnalare iniziative. Volontari, cittadini attivi, impegnati ad aggregare le capacità che dispiegano molti cittadini altrettanto attivi per metterle a disposizione della comunità, per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale.

Ora è stato pubblicato il primo Rapporto annuale di Labsus sull’amministrazione condivisa che contiene una panoramica di quanto questa concezione condivisa dell’amministrazione pubblica stia diventando operativa, almeno sulla carta.

Del rapporto e delle esperienze ad oggi sul tema dell’amministrazione condivisa si parla all’ Open Incet, via Cigna 96/17, venerdì (14-18) e sabato (10-13) prossimi.

Gianpaolo NardiLocandina labsus

gianpaolon@vicini.to.it

http://www.vicini.to.it/vicini/?s=labsus

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