“Quando la libertà arriva con le mani sporche di sangue è difficile stringerle la mano.”
(Oscar Wilde)

I “Cuori selvaggi” del Salone Internazionale del Libro 2022

Cuori selvaggi è il titolo della XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro, che si terrà in un maggio già di per sè effervescente a Torino, dal 19 al 23 MAGGIO, nella tradizionale sede del Lingotto.

Presentato alla prima ufficiale conferenza stampa al Teatro Astra, il programma che si va delineando e, soprattutto, il tema che quest’anno farà da cornice alla kermesse letteraria.

Ogni anno, confesso a Marco Pautasso, mi reco all’annuale appuntamento con curiosità e con una cocente domanda, chiedendomi: Ma cosa potranno ancora inventarsi? Ogni anno il Salone è un’inarrestabile escalation di successi, di pubblico, di vendite, di partecipazione, di gradimento… andare al Salone è vivere una dimensione temporale che non conosce la noia, dove lo stupore aleggia nelle sale degli incontri, nelle corsie dei padiglioni. Non potrà, anche quest’anno, superare la scorsa edizione, mi dico, pareggiarla, forse sì, ma renderla ancora più grande è impossibile. E invece…

Viviamo in un mondo inquieto, turbolento – dice, salendo sul palco, Nicola Lagioia, capitano della brigata che inventa e costruisce ogni anno il programma del Salone – un mondo pieno di enormi problemi, ma di altrettanta speranza per il futuro. La cultura e l’arte hanno sempre cercato di esplorare il nostro cuore di tenebra, ma anche gli slanci luminosi di cui i nostri cuori sono parimenti capaci.

Così, nel nome della cultura ma anche dell’amicizia, della pace tra i popoli, del dialogo, del confronto tra tradizioni diverse, Torino sarà a maggio uno dei più importanti luoghi di ragionamento e di incontro per chiunque creda che a dischiudersi, nei nostri cuori, possa e debba essere la parte luminosa.

In questi tempi difficili servono cuori giovani, audaci e temerari, cuori corsari, capaci di pensieri nuovi. “Cuori selvaggi che appartengono a chi preferisce costruire ponti per cambiare le cose – continua Lagioia – piuttosto che muri che dividono, cuori che riescono a compiere slanci in avanti nel nome dell’amicizia tra generazioni e tra popoli.

E anche se non ci si sarebbe mai aspettati di pronunciare la parola pandemia, prima, e guerra, ora, a questo importante palcoscenico culturale del Salone, il tema e il manifesto, per la realizzazione di Emiliano Ponzi, con i due ragazzi per mano che sembrano andare alla scoperta del mondo, vuole anche essere un inno alla speranza per il domani.

Con un Salone allargato, più ampio e con più spazi per il pubblico, ben 110 mila mq in totale, un record, con più stand a disposizione degli espositori, con linguaggi diversi, come lo sport, che si aggiungono ai classici, per un assortimento più ricco e più accattivante, si prospettano sorprese pirotecniche, con grandi ospiti internazionali, dove la cultura si presenta come veicolo di integrazione, declinandosi a linguaggio comune dei popoli.

Infine, il programma altrettanto ricco di Salone Off, presentato da Marco Pautasso. Quest’anno compie 18 anni di attività, improntato alla coprogettazione, alla collaborazione, alla condivisione, incubatore e moltiplicatore di idee, continua ogni anno, e questo non sarà da meno, ad affrontare nuove sfide, nuovi luoghi da contaminare con i libri e con la cultura.

Insomma: un Salone da sogno anche quest’anno. Speriamo solo di poterlo godere con lo spirito gioioso e rilassato, un tempo di guerre già lasciato alle spalle, e tempi più luminosi davanti, di pace e di ricostruzione.

Loredana Pilati

loredanap@vicini.to.it

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