“La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.”
(Nelson Mandela)

Giornata mondiale dei diritti umani

In Iran è stato giustiziato Mohsen Shekari  arrestato durante le manifestazioni che, da quasi tre mesi, chiedono maggiori libertà. Si tratta della prima esecuzione di un manifestante dall’inizio delle proteste anti-governative nel Paese, scattate a metà settembre dopo la morte, in custodia della polizia morale, di Mahsa Amini.

Le autorità iraniane stanno reprimendo con violenza il movimento di protesta, iniziato con le donne che manifestavano per maggiori libertà e il rispetto dei loro diritti umani e arrivato ormai a coinvolgere anche gli uomini e diverse classi sociali uniti dalla richiesta di mettere fine al sistema stesso della Repubblica islamica. Secondo le Ong per i diritti umani, le vittime della repressione da metà settembre sono oltre 400, di cui una sessantina minorenni.

Il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, data scelta per ricordare il giorno del 1948 in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,  che ha proclamato i diritti inalienabili che ogni persona possiede in quanto essere umano, indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua, opinione politica o di altro tipo, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o altro status, e in cui i princìpi di uguaglianza e non discriminazione, sono princìpi cardine.

In occasione della Giornata, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani lancia la Campagna lunga un anno , che culminerà il 10 dicembre 2023 con la celebrazione del 75° Anniversario della Dichiarazione, con lo scopo di aumentare la consapevolezza dell’importanza di quel documento, concentrandosi sulla necessità di un maggiore  attivismo.

Dall’adozione della Dichiarazione, i diritti umani sono stati  in generale maggiormente garantiti e riconosciuti in tutto il mondo, compresi i miglioramenti nei diritti delle donne, dei bambini e dei giovani, delle popolazioni indigene intente a proteggere e mantenere la loro terra e cultura e l’abolizione della la pena di morte in molti Paesi.

Ma la promessa della dignità e dell’uguaglianza dei diritti che era esplicita nella Dichiarazione, è ancora in grave crisi. Il mondo sta affrontando crescenti conflitti, instabilità economica, disinformazione, ingiustizia razziale e battute d’arresto globali sui diritti delle donne. Le persone, e soprattutto i giovani, hanno perso la fiducia in quella che viene vista come inerzia e irrisolutezza dei Governi e delle Istituzioni nella protezione dei diritti umani.

Per questo motivo la  campagna quest’anno, che è stata declinata attraverso l’invito all’azione su varie tematiche specifiche: si parla di bullismo, di cambiamento climatico, e anche di pari opportunità e lotta all’omofobia. Invito alla riflessione, ma anche all’azione concreta attraverso l’invito ad “alzarsi in piedi” e, dunque, ad agire attivamente nei confronti di ciò che, ogni giorno e nei modi più disparati, minaccia quelli che sono principi fondamentali e irrinunciabili del nostro essere umani.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai Governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, già nel preambolo fissa l’obiettivo di “far rispettare i diritti umani per tutti” e si prefigge di creare un mondo “in cui i diritti umani e la dignità umana, lo stato di diritto, la giustizia, l’uguaglianza e la non discriminazione siano universalmente rispettati”.

La Giornata Mondiale dei Diritti Umani rappresenta un momento fondamentale per ricordare l’importanza dei diritti umani nel mondo, la tanta strada fatta per quanto riguarda la loro difesa ma anche e soprattutto la strada che occorre ancora fare.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha rappresentato infatti un punto di svolta, una speranza per un mondo appena uscito dalla seconda guerra mondiale e dagli orrori che i totalitarismi avevano provocato.

La Giornata Mondiale dei Diritti Umani non è solo un momento di commemorazione e ricordo, ma anche di interrogazione collettiva sullo stato dei diritti umani nel mondo. Un punto di domanda ingigantitosi per via della guerra in Ucraina, ma che riguarda anche il destino di milioni e milioni di persone che vivono in paesi in via di sviluppo.

Il lavoro da fare è ancora tantissimo in molte parti del mondo: nelle baraccopoli di Nairobi i diritti umani sono violati costantemente, in particolare i diritti delle donne e dei bambini. L’estrema povertà in cui vivono gli abitanti porta al lavoro minorile, al non poter andare a scuola, a matrimoni precoci per le bambine. Ad abusi e violenze indicibili.

 

Maria Cristina Bozzo

cristinab@vicini.to.it

 

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