Quando la libertà arriva con le mani sporche di sangue è difficile stringerle la mano.”
(Oscar Wilde)

La spinta di Ashley Audrain

La difficoltà di essere madre

È la vigilia di Natale e Blythe è seduta in macchina a spiare la nuova vita di suo marito. Attraverso la finestra di una casa estranea osserva la scena di una famiglia perfetta, le candele accese, i gesti premurosi. Dall’altra parte del vetro  c’è Violet, la sua enigmatica figlia, che a sua volta, la sta fissando immobile. Ancora una volta  Blythe si  chiede se non ha saputo essere una buona madre, o se invece qualcosa di incomprensibile e guasto si nasconda dietro le durezze e lo sguardo ribelle di Violet. Quando ne parlava con Fox, il marito, lui tagliava corto, tutto era come doveva essere, diceva.

Nel romanzo si intrecciano le storie di tre donne Etta, Cecilia, Blythe,  tre generazioni , tre donne con storie difficili: Etta, la nonna di Blythe, soffriva di nervi e si è tolta la vita impiccandosi ad un albero nel giardino di casa, Cecilia , sua mamma, una donna totalmente anaffettiva, che se n’è andata di casa, lasciandola ancora bambina, con il padre.

Infine Blythe, che vorrebbe liberarsi di un passato pesante che la opprime e la condiziona, facendole temere costantemente di non essere una madre adeguata.

Blythe  sogna una famiglia perfetta, cerca  di essere una madre migliore di quella che ha avuto, sogna di rendere felice il suo splendido marito Fox, amore della sua vita. Ma non tutto va come previsto: fa molta fatica ad entrare in sintonia con la figlia Violet, addirittura in certi momenti la odia e se ne vergogna.

La piccola ha qualcosa che non va e Blythe se ne accorge subito: ha degli scatti d’ira improvvisi, degli episodi di rabbia esagerati nei suoi confronti, dei momenti bui, è aggressiva vero gli altri bambini della scuola, ha scarsissima empatia, è pericolosa per gli altri e di fronte a tutto ciò Blythe si sente  impotente.

Blythe è costantemente in bilico tra la certezza che sua figlia abbia qualcosa di “storto” e la paura di essere lei incapace di volerle bene.

L’autrice descrive con sapienza ed onestà  il percorso introspettivo di una madre con le tutte le sue fragilità ed incertezze ed il delicato rapporto con i figli, ma  non ci  fa mancare la suspense del thriller, che percorre come un file rouge tutto il romanzo.

Un romanzo potente e spietato che penetra come una lama negli abissi più profondi dell’animo di una madre.

Ashley Audrein vive a Toronto e questo è il suo primo romanzo. E’ stato tradotto in 34 Paesi e ne sono stati venduti i diritti televisivi.

La spinta è edito da Rizzoli

Maria Cristina Bozzo

cristinab@vicini.to.it

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