“In democrazia non decide la popolazione, ma chi va a votare”
(Milena Gabanelli, giornalista)

MOTUS. Preistoria dell’Automobile

Dall’8 aprile al 25 settembre al MAUTO di Torino

Grande eco suscitò, il 5 agosto 1888, il viaggio di Bertha, moglie di Karl Benz, con due figli fino a Pforzheim, 180 km tra andata e ritorno, a una velocità di circa 10 km all’ora su una vetturetta a tre ruote denominata Benz Patent Motorwagen, la prima automobile moderna, inventata due anni prima da marito della donna.

L’esposizione  aperta al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, dall’8 aprile al 25 settembre 2022, racconta il  viaggio dell’uomo dalla “automotività” all’invenzione di quella carrozza spinta da un nuovo e rivoluzionario motore a combustione interna, denominato anche “a scoppio”,  e madre di tutte le automobili della Storia.

A partire dalla ruota dei Sumeri del 2500 a.C. rivivranno in “MOTUS. Preistoria dell’Automobiletredici modelli di macchine semoventi, funzionanti, realizzati con cura nei minimi dettagli, con il metodo  dell’archeologia sperimentale, che si avvale delle tecniche e dei materiali disponibili nel periodo storico in cui i veicoli furono progettati e corredati di installazioni multimediali.

L’esposizione  nasce da un’idea del Museo Galileo di Firenze e del Museo del Sidecar di Cingoli (Macerata) ed è curata da Giovanni Di Pasquale, storico della scienza e della tecnologia antiche e vicedirettore scientifico del Museo Galileo, e da Costantino Frontalini, direttore del Museo del Sidecar. È coprodotta dal Museo Galileo e Civita Mostre e Musei in collaborazione con il MAUTO. Le ricostruzioni sono realizzate dal Museo del Sidecar, mentre si deve al Laboratorio Multimediale del Museo Galileo la produzione delle animazioni 3D e allo studio creativo camerAnebbia di Milano quella degli exhibit interattivi.

 

L’intero sistema industriale legato all’automobile sta cambiando molto rapidamente sotto le spinte della tutela ambientale e della ricerca di nuove fonti energetiche; in questo contesto, la conoscenza della storia può essere strumento e fonte di ispirazione per le nuove generazioni che devono progettare la loro vita futura, dichiara Mariella Mengozzi direttore del MAUTO Museo dell’Automobile di Torino.

Gli oggetti in mostra si dividono in tre gruppi: i veicoli automobili propriamente detti, con un meccanismo all’interno che ne consente il movimento; i mezzi che non si muovono grazie a forze esterne, ma hanno bisogno dell’assistenza costante dell’uomo; infine, vi sono i veicoli ibridi, ovvero quelli che possono spostarsi sia con l’energia motrice fornita dall’uomo che grazie a un meccanismo proprio della macchina.

Il viaggio in mostra inizia con la “Ruota di Ur” nel III millennio a.C., in Mesopotamia; prosegue fino a Rodi nel 304 a.C., dove troviamo la “Torre mobile da assedio” con cui il re macedone Demetrio Poliorcete avanzò fin sotto le mura della città. Il balzo temporale porta poi il visitatore nel XV sec. con la “Cattedra deambulatoria” e   il “Carro automotore” di Leonardo da Vinci. Ci si sposta quindi in Germania, a Norimberga, dove nel 1655 l’orologiaio Stephan Farfler, paralizzato alle gambe sin da bambino, progettò il “Triciclo meccanico” , il primo esempio di carrozzina per persone con disabilità. Nel XVII secolo il gesuita belga Ferdinand Verbiest, missionario a Pechino, realizzò nel 1678 un “Carretto a vapore”, per il divertimento del giovane imperatore Kanxi. Nel 1732, in Giappone, fu costruito  un veicolo denominato “rikusensha”,  il cui sistema di propulsione consisteva in pedali spinti alternativamente con i piedi. Per questo motivo, i Giapponesi oggi rivendicano il primato nell’invenzione della bicicletta, che tradizionalmente si fa risalire al 1817 in Germania, a Mannheim, con la comparsa della “Draisina”, il cui modello con  manubrio da impugnare con entrambe le mani,  cavalletto,  freno,  sellino progettato dal barone Karl von Drais è esposto in mostra.

Il “Velocimano”, è un pezzo originale della collezione del Museo del Sidecar: un triciclo comparso in Italia nel 1819, spinto dal  movimento alternato delle braccia, una sorta di cavallo alato inventato da Gaetano Brianza. Negli Stati Uniti, a Boston, venne costruita da Sylvester Roper nel 1869 la prima motocicletta della storia: telaio in ferro e due manopole sul manubrio che comandano accelerazione e frenata; la sella è in realtà il serbatoio dell’acqua con cui ricaricare la caldaia. Da una collezione privata viene la locomotiva stradale costruita nel 1879 dalla prestigiosa fabbrica di carrozze Trinci di Pistoia. Questo esemplare venne acquistato dalla famiglia Milani nel 1914 per la tenuta di Montespertoli (Firenze); fu usato anche per i giochi dei bambini: uno di essi era Lorenzo, che più tardi divenne parroco a Barbiana, dove fu maestro di cultura e di vita.

Info: https://mostre.museogalileo.it/motus

https://www.civita.it/

Anna SCOTTON

annas@vicini.to.it

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