Quando la libertà arriva con le mani sporche di sangue è difficile stringerle la mano.”
(Oscar Wilde)

Solo è il coraggio di Roberto Saviano

A 30 anni dalla morte di Giovanni Falcone

Solo è il coraggio, di Roberto Saviano: un libro da leggere, e per la prima volta parlo di un libro che non ho ancora letto, ma  che certamente leggerò, così come tutti noi dovremmo fare, per tenere viva la memoria.

Giovanni Falcone non era un eroe, dice la sorella Maria Falcone, era un uomo che credeva nelle istituzioni, che credeva nella giustizia . Lei dice in un intervista : “Molti mi dicono che mio fratello se fosse vissuto sarebbe diventato Ministro, o capo del CSM, …io non credo perché, la storia di mio fratello lo dimostra, in questo Paese non prevale il criterio meritocratico, ma quello clientelare”.

Allora proprio per questo, per non arrendersi a questa realtà, bisogna continuare a ricordare e capire la portata ed il valore profondo del lavoro di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, e degli altri come loro, che appassionatamente, a costo della vita , hanno combattuto davvero fino all’ultimo sangue  per la giustizia e per dare alle generazioni future un Paese migliore.

Solo è il coraggio è un romanzo che ripercorre in modo approfondito e documentato la vita di Falcone non solo dal punto di vista prettamente pubblico ma anche privato, passando per le vicende che lo hanno riguardato insieme agli altri magistrati: “La sua storia – dice Saviano – è stata piena di vita: adorava il teatro, la musica e il mare, ha avuto rapporti profondissimi con la prima moglie e con Francesca Morvillo, giocava a calcio.

La lotta contro la mafia è stata portata avanti come atto d’amore per sognare di trasformare il paese e cambiare le cose con gli strumenti del diritto, in una strada impossibile da interrompere anche per proseguire il percorso intrapreso con coraggio dai tanti colleghi che hanno pagato con la vita quella battaglia.

Quando il procuratore capo di Palermo – ha concluso Saviano – chiese a Rocco Chinnici di fermare Falcone per le sue indagini economiche, Chinnici lo incoraggiò a continuare indicandogli la poltrona che sarebbe dovuta essere di Cesare Terranova, magistrato ucciso alcuni anni prima”.

Tutto quello che oggi sappiamo sulla mafia è stato svelato grazie a Falcone , a Borsellino, a Rocco Chinnici : il velo è stato squarciato , nonostante tutto, e da quel momento nulla è più stato come prima.

Tanti libri sono stati scritti ma sono certa che il racconto onesto e cristallino di Roberto Saviano ci darà un punto di vista nuovo su di un uomo eccezionale quale è stato Giovanni Falcone.

Non è un lavoro inutile  mantenere viva la memoria,  raccontare, e lo dimostra il fatto che tanti di coloro che oggi scendono in piazza contro la mafia, ad onorare la memoria di Falcone, non erano ancora nati in quegli anni, ma attraverso la perseveranza  delle parole hanno compreso la necessità di continuare a rivendicare il diritto alla giustizia e ad un mondo più pulito.

Maria Cristina Bozzo

cristinab@vicini.to.it

 

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