“In democrazia non decide la popolazione, ma chi va a votare”
(Milena Gabanelli, giornalista)

Serie tv. Cose serie 12

Il valore dell’unicità di ciascuno, la promozione di una cultura aperta e inclusiva: tra le numerose serie che inducono una riflessione su questi temi, ci piace suggerire Avvocata Woo, uno dei titoli  coreani di maggior successo del 2022 su Netflix (1 stagione,16 episodi). Woo Young-Woo – nell’interpretazione straordinaria dell’attrice Park Eun-bin – laureata in giurisprudenza, è un tipo curioso: superintelligente, appassionata di cetacei, ma  affetta da disturbi dello spettro autistico. Viene assunta da un affermato studio legale in quanto la memoria eccezionale relativa a codici e leggi, l’abilità nell’applicazione delle norme giuridiche e fini doti di intuito compensano l’handicap di Woo e le consentono di risolvere brillantemente i casi processuali assegnati.

L’inserimento nel mondo lavorativo non avviene senza scosse, ma lo sviluppo della storia mostra un progressivo apprezzamento della giovane da parte dei colleghi: i quali sono  protagonisti di momenti di solidarietà a compassione,  tanto più rilevanti se si pensa che la società coreana, nella rincorsa alla perfezione fisica, alla competizione e al successo individuale, considera uno stigma le disabilità come l’autismo. Ma rispetto a quest’ultimo disturbo evidentemente è in atto negli ultimi anni una diversa  presa di coscienza, dal momento che  è argomento di numerose graphic novel e  programmi televisivi (la celebrata Good doctor, su un chirurgo con diagnosi di autismo e  “sindrome del savant”, è la versione statunitense dell’omonimo medical drama sudcoreano), che aprono a empatia e attenzione più diffuse.

La normalità di un amore omosessuale è oggetto di Uncoupled (disaccoppiato), (1 stagione, 8 puntate), la miniserie presentata di recente sempre su Netflix e ideata da Darren Star (Sex and the City) e Jeffrey Richman (Modern Family).

Fuori dalle formule convenzionali riferibili al mondo Lgbt, la fiction racconta di un agente immobiliare che – dopo 17 anni di relazione all’apparenza felice – si vede lasciato di punto in bianco dallo storico compagno. La crisi di coppia in cui ciascuno può facilmente rispecchiarsi è interpretata da un volto noto al pubblico televisivo, Neil Patrick Harris (How I Met Your Mother), insieme a una serie di azzeccati comprimari: quale valore aggiunto la fiction può contare su una sceneggiatura  godibile, ricca di battute argute e divertenti. Forse è un po’ di maniera il contesto patinato della New York altoborghese e glamour in cui si muovono i personaggi, ma la rete di salvataggio costituita dalle relazioni amicali, i tentativi di lenire il dolore e il senso di vuoto del protagonista escono dai clichè basati sull’orientamento sessuale e appartengono alla grammatica di ogni storia di disamore.

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

 

 

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