Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia. (Goethe)

 

Serie tv. Cose serie 14.

Keep calm e guarda una serie tv. Si è appena chiuso un anno gravido di inquietudine, i venti di guerra continuano a soffiare impetuosi, tensioni politiche e problemi ambientali non accennano ad attenuarsi: perché non  muovere i primi passi nel 2024, prudentemente, recuperando qualche serie televisiva scacciapensieri?

A chi se l’è persa consigliamo Cuori (28 puntate, 2 stagioni, reperibile su Raiplay) con Pilar Fogliati, Daniele Pecci, Matteo Martari, per la regia di Riccardo Donna. Torino, ospedale Molinette, anni ’60: un’ équipe di cardiologi, guidata dal valente primario Cesare Corvara, ha l’obiettivo di realizzare il primo trapianto di cuore; nel frattempo offre un servizio di alto livello ai pazienti, avvalendosi di tecniche all’avanguardia e di sanitari con formazione internazionale. La vicenda ha basi reali, in quanto si rifà alla alla storia vera, se pur romanzata, di due luminari della cardiochirurgia cittadina: Achille Mario Dogliotti e Angelo Actis Dato. Ambientazione storica e scenografie consentono un interessante viaggio nel tempo; le vicende personali dei protagonisti catturano e fidelizzano lo spettatore, come conferma il buon seguito di ascolti. Forse, però, la dottoressa Delia, allora, avrebbe trovato filo da torcere più per il ruolo professionale di spicco, inusuale nell’ambiente ospedaliero, che per la trappola delle scelte amorose da compiere…

L’ottima Pilar Fogliati offre spirito e corpo anche alla fiction Odio il Natale (12 puntate, 2 Stagioni, su Netflix), che i più attenti sanno essere la rielaborazione della serie  norvegese Natale con uno sconosciuto. Diretta dai CRIC (Davide Mardegan e Clemente De Muro), nella prima stagione, e da Laura Chiossone nella seconda, questo affresco dei millenial odierni è focalizzato sulle vicende di Gianna, infermiera single, circondata da coppie affiatate e alla ricerca di un partner: possibilmente per la vita, ma almeno da sfoggiare a Natale nel pranzo di famiglia, per non finire come sempre relegata al  fondo del tavolo, tra i bambini.

La scrittura è leggera ma non banale, con soluzioni narrative anticonvenzionali, come quella di far narrare i propri guai sentimentali alla protagonista infrangendo “la  quarta parete” (rivolgendosi direttamente allo spettatore); il prodotto funziona e diverte, l’ambientazione di Chioggia, con i canali e le viuzze addobbate a festa, ha  fascino da vendere.

Ha confermato le attese la nuova stagione de  Il professore (24 puntate, 2 stagioni, reperibile su Raiplay), questa volta con la regia di  Alessandro Casale. Le doti di empatia di Dante Balestra, (alias Alessandro Gassmann) docente di un liceo romano, continuano a consentirgli di arrivare al cuore dei problemi dei suoi ragazzi, con l’ausilio di illuminanti “pillole filosofiche”, tratte dei vari pensatori a cui è intitolata ogni puntata. Lo spettatore può rinfrescare i ricordi scolastici e apprezzare l’insegnante ideale: attento, umano, carismatico. Le vicende personali degli allievi riguardano  problematiche più che mai urgenti (fluidità sessuale, delinquenza minorile, disabilità fisica…), trattate con garbo e intelligenza, anche perché soggetto e sceneggiatura si devono alla penna di Sandro Petraglia. La fiction ha, infine, il merito di dare  risalto a una nuova generazione di attori, dalle doti recitative apprezzabili.

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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