“L’uomo non sa accettare la vita nel suo nocciolo di casualità e di attesa. Paradossalmente vuole tutto e subito, ma arriva tardi o nel momento sbagliato.”
(Dino Buzzati)

Splendi come vita di Maria Grazia Calandrone

L’autrice scrive in queste pagine la storia, autobiografica, di una bambina abbandonata e poi adottata, per essere abbandonata di nuovo, non più fisicamente ma affettivamente.

La bambina viene lasciata  nei giardini di Villa Borghese e la madre si suicida nel Tevere . Poco dopo viene data in adozione a Consolazione, insegnante di lettere non più giovanissima, ed al padre parlamentare del Pci, che morirà presto.

Purtroppo la felicità di Maria Grazia bambina durerà poco perché qualche anno dopo la madre, forse manifestando già i primi segni della malattia mentale che la devasterà, le dice la verità sulle sue origini, quasi fosse una colpa, ma soprattutto si convince che la bambina non la ami.

La paura, il senso di inadeguatezza, distruggono nella madre la capacità di amare, e così metterà Maria Grazia in collegio e la allontanerà da sé.

Maria Grazia cresce cercando di gestire se stessa ed il rapporto di amore e rifiuto che la madre ha con lei e con una forza incredibile riesce a far arrivare frammenti di amore e a riceverne.

In questo romanzo traspare un dolore trattenuto che tuttavia a tratti sfugge alla mano di chi scrive; l’autrice  alterna prosa e poesia, o forse potremmo chiamarla prosa in versi, a volte tagliente, sempre incisiva, le parole sembrano scolpite nella pietra, sono evocative, trasudano amore e dolore nascosto.

Emerge il desiderio di salvare l’amore tra madre e figlia, di perdonare l’abbandono, di recuperare solo il buono e tenerlo stretto per riempire i vuoti.

Evocative e significative le immagini che l’autrice inserisce nel romanzo: la prima è un ritaglio di giornale che parla della bambina abbandonata a Villa Borghese , le altre ritraggono la bambina e la madre  adottiva, abbracciate, sorridenti , felici. L’autrice fa emergere in questo romanzo tutta la felicità che avrebbe potuto essere e non è stata, tutto l’amore che invece come figlia ha custodito verso la madre.

Due bellissime poesie chiudono il romanzo.

Maria Grazie Calandrone è poetessa, scrittrice e giornalista, drammaturga, autrice e conduttrice radiofonica per Rai Radio3. Ha vinto numerosi premi per la poesia. Tiene laboratori di poesia in scuole pubbliche e nelle carceri.

Splendi come vita , di Maria Grazia Calandrone , edito Ponte alle Grazie, è tra i candidati al Premio Strega 2021

 

Maria Cristina Bozzo

cristinab@vicini.to.it

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