“Dobbiamo riscoprire la distinzione fra speranza e aspettativa.”

Ivan Illich

Tre piani di Eshkol Nevo

Come nella Simmetria dei desideri ( romanzo che non può mancare nella libreria di ciascuno di noi ) anche in questo romanzo Eshkol  Nevo indaga le pieghe più nascoste della natura umana con la delicatezza che lo contraddistingue.

Tutto si svolge in una palazzina borghese a Tel Aviv, ben curata e silenziosa: ogni piano ha la sua storia . Al primo piano una coppia di giovani genitori con un’unica figlia , Ofri, che cercano di gestire fra i vari impegni, si affidano all’aiuto dei loro vicini in pensione , Ruth ed Herman , che spesso tengono la piccola Ofri , finchè un giorno Herman si perde nel parco con la bambina e  si palesa lo spettro della pedofilia; al secondo piano Hani, madre di due bambini, il cui marito è sempre all’estero per lavoro,è perseguitata dalla paura di perdere la ragione come sua madre e di non poter essere un punto di riferimento per le sue figlie; infine Dovra, giudice in pensione, che dialoga, in modo originale, con il marito scomparso, tramite una segreteria telefonica , e ripercorre i drammatici momenti della loro vita che hanno determinato l’allontanamento del loro unico figlio.

Tre piani che simboleggiano l’Es-l’Io ed il Superio freudiani: rappresenta l’Es Arnon , padre di Ofri, che viene travolto dal dubbio che il vecchio Herman abbia potuto molestare la bambina , e che comunque lui stesso  è dibattuto tra l’istinto e la ragione; Hani rappresenta l’io , disorientata da una mente instabile e alla ricerca di un equilibrio che non sa trovare ; Dovra rappresenta il Superio, la necessità di controllo sulla vita , che invece le sfugge di mano.

Un’analisi ben riuscita di diversi aspetti della genitorialità , della fragilità dell’essere umano in questo ruolo, delle paure di ciascun genitore, degli errori involontari fatti a “fin di bene”.

I giovani genitori di Ofri, che si rendono conto di dedicare troppo poco tempo alla loro bambina , ma sono presi dagli impegni del lavoro e non riescono a rinunciare anche a qualche spazio di libertà, vengono poi travolti dal senso di colpa quando la bambina sparisce , seppur per poche ore, in compagnia di Herman. Soprattutto il padre è ossessionato dal dubbio e pieno di rabbia verso i due anziani ,che pure tante volte li hanno aiutati . Stridente la contraddizione di quest’uomo che è così angosciato per la sua bambina ,e poi lui stesso diventerà protagonista di comportamenti quanto meno discutibili.

Fortissimo il senso di inadeguatezza di Hani che la porta a “perdersi” veramente.

Gli errori fatti a fin di bene di Dovra e di suo marito , la rigidità con un figlio che verrà continuamente da loro giudicato sino a portarlo all’esclusione dalla loro vita .

Non manca però nella narrazione  la celebrazione della resilienza dell’essere umano , della sua capacità di recupero anche di fronte alle prove più difficili , ai dolori più grandi.

Nel finale  il libro apre uno spiraglio di speranza ed ci mostra come  con pazienza ed accettazione si possono recuperare distanze che sembrano incolmabili.

Tre piani di Eshkol Nevo è edito da Neri Pozza

Maria Cristina Bozzo

cristinab@vicini.to.it

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