Quando la libertà arriva con le mani sporche di sangue è difficile stringerle la mano.”
(Oscar Wilde)

Il Grande Vuoto al Mao

Immagini e suono dal 6 maggio al 4 settembre 2022

“La mostra Il Grande Vuoto apre il MAO a una rivoluzione di senso che lega spazio, collezioni e visitatori a una concezione di museo che “avviene” nell’esperienza precisa, ripetuta, profonda: il MAO diventa luogo di incontro di chi vuole guardare, esperire e osservare. 

Con questo progetto il Museo si apre a un’idea non oggettuale di “contenitore”. Il MAO diventa spazio esperienziale, di ricerca e contemplazione, di casualità ordinata -rituale e religiosa- che fa del gesto (azione, performance, danza, onda sonora) la sua vera anima.”

In queste parole del neodirettore Davide Quadrio   il significato dell’esposizione “Il grande Vuoto. Dal suono all’immagine”, che prende l’avvio  al MAO il 6 maggio, allo scopo di offrire al pubblico un’esperienza multisensoriale particolarmente coinvolgente ed è anche un segno forte di speranza per un futuro che si rivela incerto e sconfortante.

Quello di vuoto, di vacuità, è un concetto centrale per la dottrina buddhista: il vuoto non è solo l’istante che precede la nascita di tutte le cose, ma è anche la liberazione finale di tutti gli esseri senzienti a un livello cosmico. Capire questo, e quindi liberarsi dalla sofferenza della vita, si risolve in una dimensione di pace assoluta (nirvana): è qui che si rivela l’essenza del Buddha, che non è divinità, ma appunto Vuoto.

La mostra è accompagnata dalla presenza delle note del giovane e pluripremiato compositore romano Vittorio Montalti, che per l’occasione ha realizzato il brano “Il Grande Vuoto”, in cui silenzi, ritmi, sonorità e l’eco dello spazio stesso diventano matrice e metafora della costruzione divina dello spazio rituale: un lavoro sospeso tra composizione e installazione sonora che abita i diversi spazi del Museo.

I visitatori sono invitati dalla musica a compiere un percorso esperienziale e meditativo, per giungere al fulcro della mostra, in Sala Colonne: qui è infatti esposta una rarissima thangka tibetana del XV secolo, la più preziosa delle collezioni del MAO, che ritrae Maitreya, il Buddha del Futuro raffigurato in splendide vesti e seduto sul trono dei leoni. Con le mani atteggiate nella dharmacakramudra (il gesto della messa in moto della Ruota della Legge), che rivela la sua futura missione di promulgatore della Dottrina, il Buddha regge gli steli di piante e fiori, simboli germinali di una futura liberazione.

Nelle ultime due sale trovano spazio centinaia di fotografie di tulku, parte di una collezione di immagini realizzate dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, che ritraggono i Buddha viventi appartenenti alle scuole buddhiste e bonpo in tutte le aree del mondo dove si pratica il buddhismo tibetano; i tulku sono figure salvifiche la cui “mente di saggezza” rinasce in nuovi corpi per condurre l’umanità verso la salvezza.  In questo senso non si tratta di semplici ritratti fotografici, ma di autentici oggetti di venerazione, che contengono la sacralità della presenza: si ritiene infatti che l’immagine abbia lo stesso potere del tulku stesso, o più precisamente che l’immagine e il tulku siano inscindibili.

Questa raccolta, iniziata oltre una decina di anni fa dall’artista Paola Pivi, ha raggiunto migliaia di immagini e costituisce quello che è oggi il più grande archivio di immagini di tulku al mondo.

In occasione di Eurovision Song Contest, il 13 e 15 maggio Vittorio Montalti Gloria Campaner suoneranno in anteprima assoluta dal vivo i movimenti che compongono l’opera Il Grande Vuoto. L’intero lavoro è stato registrato e prodotto su cd dall’etichetta discografica Extended Place e sarà acquistabile presso il bookshop del museo.

Durante le performance Gloria Campaner indosserà una scultura realizzata per l’occasione dall’artista Maurizio Anzeri.

Il 28 maggio nella sala polifunzionale del museo verranno proiettati i film The Reincarnation of Khensur Rinpoche e The Thread of Karma, dei registi Ritu Sarin e Tenzing Sonam.

Il loro film Some Questions on the Nature of Your Existence verrà inoltre proiettato per tutta la durata della mostra.

Dal 21 al 24 giugno l’artista Chrysanne Stathacos sarà ospite del museo e darà vita a un mandala di specchi e rose con la performance “Blowing roses”.

La mostra Il Grande Vuoto è completata da un ricco programma musicale curato da Davide Quadrio, Chiara Lee & Freddie Murphy.

Info e prenotazioni: eventiMAO@fondazionetorinomusei.it

Anna SCOTTON

annas@vicini.to.it

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