“Nei momenti sereni ricordati di temere sempre le avversità e nelle avversità ricordati di sperare sempre in cose migliori.” Catone il Censore

Lee Miller – Photographer & Surrealist

09/09/2023 - 07/01/2024, Antiche cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi

“Preferisco fare una foto che essere una foto”. L’affermazione si deve a Lee Miller, modella, fotografa e fotoreporter di guerra: da non perdere i cento scatti esposti a Stupinigi, che ne ripercorrono la straordinaria vicenda umana e professionale.

Nata nel 1907 negli Stati Uniti, l’infanzia traumatizzata da una violenza subita da parte di un amico di famiglia, cresce sostenuta dal carattere deciso e da una vistosa bellezza.

Compiuti studi di scenografia a illuminazione, incontra Condé Nast, editore di  Vogue e inizia la carriera di modella, che la avvia – in realtà – all’interesse per le tecniche della fotografia. Intenzionata a fare apprendistato presso il  surrealista Man Ray, ne diviene a Parigi musa e collaboratrice, tanto che  insieme sperimentarono la tecnica fotografica della solarizzazione.  Nel 1932 lascia Ray e  torna a New York, dove si realizza con successo come fotografa per alcuni anni, eseguendo numerosi ritratti di artisti e personaggi del jet set. Nel 1934 conosce l’uomo  d’affari egiziano Aziz Eloui Bey, che sposa e segue al Cairo. In Egitto realizza le sue immagini surrealiste più efficaci. Nel 1937 torna a Parigi dove incontra il pittore e curatore d’arte Rolan Penrose, con cui  frequenta Dora Maar, Paul Eluard, Eileen Agar e Pablo Picasso, il quale la ritrarrà in diverse tele.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale Roland Penrose viene richiamato alle armi, Lee torna per un breve periodo a New York dove riprende il lavoro di fotografa per Vogue, decidendo di documentare la guerra, dal bombardamento del Regno Unito all’orrore dei campi di concentramento nazisti di Buchenwald e di Dachau. Quest’ultimo impegno, che costituì la prima testimonianza dello sterminio, tanto che dovette essere certificata l’autenticità delle foto per la pubblicazione su Vogue, la segnò in modo indelebile.

Tra il 1939 ed il 1945 Miller, quindi, fece parte del London War Correspondents Corp, sviluppando le pellicole in una camera oscura improvvisata nella propria stanza d’albergo. Alla collaborazione fruttuosa  con il fotografo statunitense David Scherman, corrispondente di  Life, si deve  lo storico ritratto della  Miller nella vasca da bagno dell’appartamento di Adolf Hitler a Monaco, dopo la caduta della città nel 1945.

Nel dopoguerra alla fotografia di moda e delle celebrità dello star system affiancò lavori di impegno sociale, come ritrarre bambini ricoverati in un ospedale di Vienna e la vita dei contadini dell’Est Europa. Nel ’47 sposa Roland Penrose, nasce il suo unico figlio e la famiglia si trasferisce nel Sussex. Nella fase finale della sua vita la Miller, mentre viene  indagata dal servizio di sicurezza britannico perché sospettata di spionaggio per conto dell’Urss, inizia a manifestare disturbi depressivi: alternerà l’attività fotografica a quella della cucina. Una delle più grandi fotografe del Novecento muore nel 1977.

Ulteriori info e orari di apertura della mostra qui

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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